Chi ha ucciso Windows SBS? Google

Aggiunto da il 19 feb 2013 | 0 commenti

La maggior parte delle persone probabilmente non si è neanche accorta di un recente grande rilascio della Microsoft, Windows Server 2012. I Sistemi operativi server raramente attirano molta attenzione; il loro fascino si estende solo agli amministratori di server e a chi amministra il reparto IT dell’azienda. E in più, con Windows 8 e Surface che occupano la scena pubblica, c’è un sacco di carne al fuoco.

 

Ma c’è qualcosa di più, ovviamente, che manca nella famiglia Server 2012, e naturalmente è la successiva release di Windows Small Business Server. Non solo la nuova versione di SBS è stata tagliata, la stessa sorte è toccata anche a Windows Home Server. L’ultima versione pubblica di WHS era la versione 2011, che si è rivelata la seconda release e ultima nella storia di breve durata di questa piattaforma.

 

Cosa significa questo? Microsoft ha trascorso la maggior parte degli ultimi dieci anni a convincere i partners e le piccole imprese che la sua soluzioni Small Business Server era proprio l’ideale per il settore PMI. Un file server centralizzato per la condivisione locale, Gestione e-mail e Contatti centralizzata tramite il Server e Active Directory per la gestione utenti e autenticazione. Nel 2012, tuttavia, tutto questo non è piu’ vero. Non ci vuole un genio per capire che in questa decisione  una certa Google ci ha messo lo zampino.

 

Google ha iniziato la transizione di Windows Small Business Server verso il Cloud

 

Small Business Server è molto stimato dagli amministratori di rete. Dopo le prime edizioni, non proprio riuscite, Microsoft ha avuto la consacrazione della sua soluzione Small Business Server nel settore delle PMI con la versione 2000. Il mercato accolse i suoi successori 2003 e 2008 con altrettanto entusiasmo così come l’ultima versione 2011.

 

Guardando indietro, l’introduzione di Google Apps Premier, nel 2007 ha iniziato il conto alla rovescia per la fine di SBS . Le prove sono abbastanza ben documentate, ma ricapitoliamo la sequenza di eventi che ci hanno portato fino al 2012:

 

  • 2007: Google Apps Premier Edition viene rilasciato, con il gigante della ricerca che dice alle grandi e piccole imprese che il Cloud è finalmente pronto per il debutto. L’adozione di questa piattaforma cresce costantemente, soprattutto nel settore PMI.
  • 2009: Microsoft lancia  Business Productivity Online Suite come risposta alla crescente popolarità di Google Apps .
  • Giugno 2009: Google rilascia Google Apps Sync per Outlook, che consente di sfruttare il suo Cloud come backend e client di posta elettronica di Microsoft come frontend.
  • Marzo 2010: Steve Ballmer fa un grande discorso presso l’Università di Washington sul rinnovato impegno di Microsoft nel cloud. “Circa il 75 per cento dei nostri ragazzi stanno facendo tutto basandosi o ispirandosi al Cloud… un anno da ora questo impegno sarà pari al 90 per cento”.
  • Giugno 2011: Microsoft rilascia Office 365 per eliminare gradualmente la timida soluzione di posta elettronica basata sul Cloud, Business Productivity Online Suite.
  • Ottobre 2011: Google dice tranquillamente che 4 milioni di imprese sono già su Google Apps.
  • Settembre 2012: Windows Server 2012 viene rilasciato, con SBS e Home Server tagliati via. Secondo me è un modo per indicare alle piccole imprese di iniziare il loro passaggio al Cloud. Preferibilmente quello di Microsoft, naturalmente.

 

Uno sguardo agli ultimi sei anni mostra chiaramente che Microsoft sta seguendo  una nuova linea, e non necessariamente per proprio volere. Google ha preso il rischio di buttarsi pesantemente nel Cloud e ha dimostrato che le imprese possano ospitare le loro amate e-mail, i contatti e i calendari nel Cloud in modo sicuro, tutto questo ad un prezzo più basso.

 

Office 365 è il nuovo cavallo di battaglia nella politica SMB di Microsoft

 

In realtà è bello vedere Microsoft che spinge Office 365 per le aziende perché è un prodotto promettente. Anche se non credo che soverchierà Google Apps in termini di funzionalità è il miglior pacchetto tutto fare e Office 365 potrà solo migliorare. Microsoft è seriamente intenzionata a sviluppare il proprio Cloud appena nato questa volta (rispetto ai suoi passi falsi con BPOS.), Tanto che l’azienda sta ufficialmente dicendo ai partners che sostengono le PMI di imparare a utilizzare Office 365 o perdere la certificazione delle competenze in sostegno alle soluzioni Small Business.

 

Server 2012 Essentials è un vero successore di SBS 2011?

 

Pubblicamente, Microsoft dice che Windows Server 2012 Essentials è il successore naturale di SBS 2011. Ma se si va a confrontare il set di funzionalità di ciascuno, si può chiaramente vedere che Microsoft considera Essentials più un ripensamento piuttosto che un aggiornamento vero e proprio. Ecco perché:

 

  • Limite Utenti: SBS 2011 Standard aveva un limite di 75 utenti, mentre Essentials 2012 porta questo fino a un mediocre 25. Intenzionale? Credo di sì.
  • Exchange per e-mail: In poche parole, è stato completamente rimosso da Windows 2012 Essentials. SBS 2011 aveva Exchange integrato, che consentiva alle piccole imprese di bypassare l’acquisto di tutte le licenze di Exchange addizionali che altrimenti dovevano essere acquistate separatamente con un grande aumento dei costi.
  • Sharepoint per la collaborazione: Un’altra caratteristica che è stata eliminata in Essentials 2012. SBS 2011 Standard aveva integrata questa funzionalità.
  • Windows Server Update Services. Bocciato come il resto in Essentials 2012. SBS 2011 Standard lo aveva incluso per la distribuzione locale degli aggiornamenti di Windows e Office nei computer dell’ufficio.

 

Queste sono le caratteristiche di Windows Server 2012 Essentials, un percorso di aggiornamento diretto per gli utenti di Small Business Server o è stato appositamente azzopato per cedere il passo al Cloud? Potete pensare quello che volete, ma penso che Microsoft è stata piuttosto chiara sulle loro decisioni prese con il prodotto Server 2012 Essentials. L’approccio sembra essere “Prendere o lasciare”. Vedremo se questa politica stimolerà i clienti a passare al Cloud di Office 365 o li allontanerà verso altri lidi che si chiamano Google Apps.

 

Tornando al punto di partenza penso che non che sia stata una decisione facile quella presa dalla Microsoft di abbandonare il mercato delle soluzioni Server locali per PMI. Mentre l’azienda sostiene pubblicamente Essentials 2012 come il successore di SBS, tutti possiamo vedere dal confronto di cui sopra che non è prorio così. Microsoft sa che il Cloud sta prendendo piede nel regno delle piccole imprese, e che se vuole frenare l’adozione di Google Apps, deve puntare tutto si Office 365.

 

Così, mentre Microsoft per portare le PMI nel Cloud è disposta a uccidere la soluzione Small Business Server, Google Apps è sempre li che attende tutti gli utenti che non saranno soddisfatti di Office 365. Staremo a vedere chi dei due colossi avrà la meglio.

 

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